martedì 12 dicembre 2006

autobiografia scientifica

Ho iniziato queste note più di dieci anni fa e cerco di concluderle ora perchè non diventino delle memorie. Da un certo punto della mia vita ho considerato il mestiere o l'arte come una descrizione delle cose e di noi stessi; per questo ho sempre ammirato la Commedia dantesca che inizia attorno ai trent'anni del poeta. A trent'anni si deve compiere o iniziare qualcosa di definitivo e fare i conti con la propria formazione. Ogni mio disegno o scritto mi sembra definitivo in un doppio senso; nel senso che concludeva la mia esperienza e nel senso che poi non avrei avuto più nulla da dire. Ogni estate mi sembra l'ultima estate e questo e questo senso di fissità senza evoluzione può spiegare molti miei progetti: ma per capire l'architettura o spiegarla devo ripercorrere le cose o le impressioni, descrivere o cercare un modo di descrivere.
Aldo Rossi, Autobiografia scientifica, Pratiche Edidtrice 1990.

1 commenti:

  1. è un libro bellissimo aldo rossi è un genio è piu che architettura..è filosofia poesia letteratura...tutto.è ricordo sfocato di una vita e insieme concreto tangibile e reale.

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