Una mattina Josef K., svegliandosi da un sonno inquieto, si ritrovò trasformato in un grande cantiere. Poteva vedersi dall'alto, come fosse salito in cima a una gru, le viscere aperte fatte di tubi di plastica, tondini d'acciaio, setti di cemento misti a squarci e avvallamenti pieni di fango. ma il terrore più grande lo diedero a Josef K. i minuscoli esseri di cui gli brulicava il ventre, quando si accorse che erano uomini: operai, costruttori, ingegneri architetti, ognuno con in testa il suo bravo, minuscolo elmetto giallo.
Irina von Arx, L'uomo che fu un cantiere, 1999.
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