Le città, colte da Benjamin in istantanee che fermano l'effimero nell'eternità dell'immagine, sono vive; la loro aurea è la seduzione del sensibile e del presente. Ma le loro case, le loro strade, i volti dei loro passanti hanno delle crepe che annunciano, come le rughe su un viso, lo sgretolarsi della vita e della storia.
Magris, C., Prefazione a Benjamin, W., "Immagini di città", Einaudi, 2007.
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